Villa Dragonetti


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Villa Dragonetti

Natura, Storia e Tradizioni

IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO

Un angolo di Alpi nel cuore dell'Appennino. Una frase per sinterizzare gli ambienti più grandiosi della catena appenninica, con l'unico ghiacciaio che ancora incredibilmente riesce a resistere. Senza dimenticare il vastissimo altopiano di Campo Imperatore, definito il "Tibet italiano".

VI PROPONIAMO IL SEGUENTE ITINERARIO:
PARTENZA LA MATTINA DOPO COLAZIONE IN DIREZIONE DI SANTO STEFANO DI SESSANIO ( VIAGGIO IN AUTO O PULMINO).
Visita del borgo.

SANTO STEFANO DI SESSANIO

Sulle pendici occidentali del Gran Sasso, sulla via per Campo Imperatore, a quota 1230 m, nel XIII secolo faceva parte della Baronia di Carapelle, poi passò ai Piccolomini, ma gli interventi che lo caratterizzano soprattutto quelli nella piazza centrale, sono di epoca medicea. Presenta un nucleo antico molto compatto ed integro su un pendio scosceso tra due valli chiuse. Il borgo ha una pianta a forma di fuso con fortificazione di "case-mura" e la porta ogivale medicea con lo stemma della famiglia fiorentina; in posizione dominante la torre circolare con coronamento a beccatelli costituisce l'elemento più scenografico del borgo .
A secondo dei periodi è possibile acquistare le famose Lenticchie di Santo Stefano.

Dopo Santo Stefano, si potrà proseguire a piedi o in macchina in direzione di Rocca Calascio. Dal borgo si camminerà fino alla Rocca. Panorama garantito !

ROCCA CALASCIO

A 1450 m di quota, è la fortificazione più alta e spettacolare d'Abruzzo e domina il versante meridionale del Gran Sasso e le vallate del Tirino e dell'Aterno sulla Piana di Navelli. Oltre al ruolo strategico, era posta a controllo del tratturo principale L'Aquila-Foggia e della Via Claudia Nova.
La grande torre quadrata al centro della rocca è quella sveva dell'impianto originario, mentre la fortificazione esterna, a pianta quadrata con grandi torri sugli angoli, risale alla metà del Quattrocento quando dall'antica Baronia di Carapelle passò ai Piccolomini. Era collegata, attraverso un ponte levatoio, al borgo sottostante.

Dalla Rocca a Castel del Monte per una sosta gastronomica !

CASTEL DEL MONTE

La fondazione potrebbe risalire al XII secolo per volere di Berardo Gentile feudatario di Ofena; passò, in seguito, agli Acquaviva, poi agli Sforza, ai Conti di Celano e infine ai Medici fino al XVIII secolo. Come S. Stefano di Sessanio e Rocca Calascio insiste sulla strada-tratturo che dalla Piana di Navelli porta a Campo Imperatore. Il borgo fortificato, ad una quota di 1346 m, è incorniciato dallo scenario di monte Bolza. Presenta una struttura chiusa, arroccata e molto compatta e una fortificazione di "case-mura". è impostato su ben cinque porte e il tessuto interno si articola su quattro vie principali e su un sistema di "rue" che caratterizza il paese, con ripide stradine a gradoni, con gallerie e passaggi di archi fra le abitazioni (sporti). Il nucleo più antico è il rione "Ricetto" con la torre quadrata di avvistamento e la torre di accesso sulla porta di S. Rocco.

VISITA DEL CASEIFICIO PETRONIO (PRESIDIO SLOWFOOD) E DEGUSTAZIONE DEI LORO OTTIMI PRODOTTI TRA I QUALI PECORINO, CANESTRATO…

Rientro in villa passando per la Piana di Campo Imperatore.

CAMPO IMPERATORE

Il fascino del "Piccolo Tibet"
Salendo da Assergi per il valico della Fossa di Paganica, o dal borgo medievale di Castel del Monte per il valico di Capo la Serra, oppure da Farindola per il Vado di Sole, l'orizzonte si estende, gli spazi si allargano le dimensioni diventano immense quando ci si affaccia su Campo Imperatore.
L'altopiano, posto a una quota variabile tra i 1500 e i 1900 metri, è lungo circa venti chilometri, con una larghezza che varia dai tre ai sette chilometri; il pendio sale dolcemente, in un alternarsi di pianure alluvionali di origine lacustre con morene lasciate dagli antichi ghiacciai, rock-glaciers, nivomorene, circhi glaciali, brecciai e fiumare, pareti rocciose.